La nuova vita digitale di Gaudì con Adobe Commerce

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“Dalla passerella al pixel: la nuova vita digitale di Gaudì” non è solo il titolo di uno speech, ma il racconto concreto di come un brand fashion italiano abbia trasformato il proprio e-commerce in un asset strategico grazie a Magento/Adobe Commerce Cloud, a un frontend moderno (Hyvä) e a una partnership tecnologica solida con Webgriffe.

Di seguito ripercorriamo il case raccontato da Marco Casieri, Head of Digital E-commerce di Gaudì Trade, e cosa può insegnare a chi lavora nel fashion e nel retail.

Chi è Gaudì Trade e perché il contesto conta

Gaudì Trade è un’azienda carpigiana fondata nel 1995, attiva nel settore abbigliamento con l’omonimo brand Gaudì e con altri marchi:

  • Gaudì come brand principale, distribuito in modo “democratico” su tutto il territorio italiano
  • Denim Rose in licenza
  • Alessia Santi, posizionata più in alto come pret-à-porter

Alcuni numeri utili a capire la complessità del progetto digitale:

  • 3 brand gestiti dal gruppo
  • Oltre 20 Paesi serviti tra online e offline
  • Più di 200 dipendenti tra staff interno e retail
  • Circa 10 collezioni a stagione (uomo/donna, linee e varianti)
  • 20 negozi diretti più corner in department store (ad es. in Belgio)
  • 55 milioni di euro di fatturato complessivo del gruppo

L’azienda è pienamente multicanale:

  • canale retail diretto in Italia e in parte d’Europa
  • rete wholesale (distributori e multimarca)
  • e-commerce proprietario, allineato ai Paesi coperti dall’offline

Questo è cruciale: la strategia digitale non nasce in un vuoto, ma deve rispettare politiche commerciali, equilibri con i partner, differenze tra mercati e canali. Molte “mancate scelte” online nel fashion derivano proprio da questi vincoli interni.

La prima fase: Magento Enterprise on premise e i limiti di crescita

Il progetto e-commerce Gaudì nasce nel 2017 su Magento Enterprise (all’epoca così chiamato), non sulla versione open source.

Lo stack iniziale prevedeva:

  • Magento Enterprise on premise, gestito con infrastruttura server dedicata
  • CMS di terze parti, non nativo
  • Ricerca basata su ElasticSearch
  • Piattaforma di email marketing separata
  • Business Intelligence esterna, scollegata dal core Magento

In pratica, i dati di vendita e le analisi avanzate non venivano quasi mai letti dalla reportistica nativa di Magento, ma da una piattaforma BI esterna: potente, ma disallineata rispetto al cuore e-commerce.

Fin da subito emergevano alcune criticità tipiche dei progetti fashion su architetture complesse:

  • Time to market ridotto: campagne e iniziative decise a una settimana dal lancio richiedevano grande velocità di sviluppo.
  • Costi di mantenimento infrastrutturale elevati, tipici dell’on premise: risorse server, upgrade, monitoraggio continuo.
  • Picchi di traffico imprevedibili, in particolare per eventi come Black Friday o, in modo estremo, il periodo Covid.
  • Tassonomia complessa: categorie, attributi, varianti taglia/colore, navigazione, ricerca interna.
  • Aspettative di user experience molto alte per un brand fashion, che deve trasmettere immagine e identità, non solo funzionalità.

La svolta del 2018: tema custom, operations e dati al centro

Già nel 2018 arriva un primo cambio di marcia importante.

Dal tema commerciale al tema custom

La prima decisione è abbandonare il tema “commerciale” generico per passare a un tema custom costruito sulle esigenze del brand.
Motivo: i temi “onnicomprensivi” portano con sé molto codice e funzioni inutili, nati per adattarsi a mille casi, ma pesanti per le performance e poco allineati al design di un brand moda.

Nuovi mattoni operativi

In parallelo Gaudì introduce:

  • Piattaforma dedicata al delivery: gestione corrieri, tracking, flussi di customer care centralizzati, soprattutto in ottica multi-corriere (Italia/estero).
  • Upgrade dell’email marketing verso un approccio da Customer Data Platform: maggiore integrazione dei dati cliente e logiche di segmentazione più evolute.
  • Integrazione dei programmi fedeltà nell’online, con focus su:
    • drive to store
    • esperienza omnicanale (il cliente vive il brand tra fisico e digitale)

Scoperta (e sfruttamento) di Magento BI

Un passaggio interessante riguarda Magento BI:

  • era già incluso nella licenza Enterprise, ma di fatto poco conosciuto e poco proposto ai merchant;
  • l’introduzione di Magento BI permette di portare la lettura dati all’interno dell’ecosistema Magento, costruendo dashboard e KPI senza dover dipendere solo da soluzioni esterne.

Questa fase prepara il terreno: il progetto cresce, ma rimane il grande tema dell’on premise e dei limiti infrastrutturali.

L’emergenza Covid come stress test: catalogo, traffico e infrastruttura

Durante il Covid, l’azienda vive uno stress test estremo:

  • Magazzino fisico bloccato, partner spesso fermi
  • richiesta del titolare: “Metti tutto in vendita online, cosa abbiamo in magazzino?”

Risultato:

  • fino a 112.000 SKU gestite (contando le varianti di taglia)
  • tutto il magazzino reso disponibile online

L’online diventa praticamente l’unico canale attivo, ma questo espone i limiti della soluzione on premise:

  • server in sofferenza, notifiche di allarme nel cuore della notte (MySQL giù, PHP in crisi, memoria esaurita)
  • difficoltà nel reggere picchi di traffico e processi di checkout contemporanei

Al tempo stesso, però, il canale digital inizia a dimostrare tutto il suo potenziale di fatturato e strategia.

Il salto del 2021: Adobe Commerce Cloud e tema Hyvä

Nel 2021, su proposta di Webgriffe e con il via libera di Gaudì, arriva la scelta chiave:

Perché il cloud fa la differenza

Con Adobe Commerce Cloud, Gaudì ottiene:

  • Costi infrastrutturali normalizzati e prevedibili: il canone rimane sostanzialmente stabile nel tempo.
  • Scalabilità “a tier”: in previsione di picchi (saldi, campagne, eventi speciali) è possibile richiedere un temporaneo upgrade di tier per 1–2 settimane o qualche mese.
  • Performance stabili e gestione dei picchi di traffico: l’ultimo picco registrato è stato di circa 1200 utenti connessi quasi simultaneamente, gestito senza criticità.

In aggiunta, con il passaggio al cloud si inizia a sfruttare in maniera massiccia:

  • la schedulazione dei contenuti (pagine, categorie, schede prodotto programmabili)
  • i product recommendations basati sugli eventi utente e sull’intelligenza di Adobe Sensei

Hyvä: un frontend pensato per performance e sviluppo

L’introduzione del tema Hyvä risponde a diverse criticità:

  • Riduzione drastica dei tempi di caricamento delle pagine già dagli ambienti di test.
  • Semplificazione dei processi di sviluppo frontend:
    • meno complessità
    • costi più bassi
    • maggiore velocità di evoluzione
  • Gestione intelligente del CSS: vengono caricate solo le classi effettivamente in uso, evitando fogli enormi e pesanti.
  • Maggiore flessibilità del tema:
    • navigazione a livelli più fluida
    • scheda prodotto modellata sulle esigenze del brand
    • checkout disegnato sugli use case reali (abbigliamento, senza funzionalità superflue)

La scelta di rimanere nel perimetro Hyvä (anziché staccarsi da Magento con frontend “headless” completamente custom) ha un vantaggio chiave: non perdere il legame con il core di Magento, mantenendo compatibilità e solidità.

Page Builder, Live Search, BI e raccomandazioni: il valore dell’ecosistema Adobe

Il passaggio in cloud non è solo infrastrutturale: si traduce anche in un uso reale di funzionalità native spesso sottovalutate.

Page Builder e gestione contenuti

Con il Page Builder nativo, il team creativo finalmente può:

  • lavorare in modalità drag & drop
  • vedere in anteprima il risultato
  • avere maggiore autonomia nella creazione di landing, home, pagine editoriali

Non è uno strumento perfetto, ma risolve il gap tra l’esigenza del brand di comunicare e i limiti di un CMS esterno poco integrato.

Live Search e merchandising

Da ElasticSearch si passa a Live Search, con benefici su:

  • ricerca dinamica e veloce
  • merchandising di ricerca e di categoria:
    • regole per ordinamento e posizionamento prodotti
    • possibilità di “pinnare” prodotti in evidenza
  • analisi delle query interne, molto più ricche rispetto alla ricerca standard Magento

Adobe BI e raccomandazioni prodotto

La BI (oggi Adobe BI) resta il motore di:

  • costruzione di dashboard avanzate
  • analisi comparate (settimanali, mensili, trimestrali, stagione vs stagione)
  • monitoraggio delle principali KPI (conversion rate, carrello medio, performance di periodo)

In più, le Product Recommendations guidate da Adobe Sensei permettono di:

  • proporre prodotti basati sul comportamento utente
  • integrare widget di raccomandazione nelle pagine chiave del sito

Tutto questo contribuisce a trasformare l’e-commerce da semplice “canale di vendita online” a negozio digitale maturo, governato dai dati.

La partnership con Webgriffe: perché il partner è un pezzo della tecnologia

Un punto forte del case Gaudì è il ruolo di Webgriffe come partner digitale.

Alcuni elementi della collaborazione:

  • approccio metodologico e agile al replatforming
  • coinvolgimento diretto del team di sviluppo (non solo PM o account) in confronto con il merchant
  • rifiuto della logica “yes man”: spesso la richiesta viene “smontata” per capire il bisogno reale e proporre soluzioni migliori

Dal punto di vista tecnico, Webgriffe sottolinea un concetto importante:

Magento è una piattaforma ottima, ma va rispettata: se si prova a stravolgerla, i problemi aumentano.

Il progetto Gaudì viene citato come esempio di uso corretto della piattaforma:

  • adattare i processi aziendali alle specifiche di Magento dove possibile
  • evitare customizzazioni selvagge che minano upgradabilità e stabilità
  • scegliere Magento solo quando è davvero la piattaforma giusta per il caso d’uso (non per partito preso)

Omnicanalità concreta: drive to store e vetrine locali

Dal punto di vista strategico, Gaudì lavora molto sull’omnicanalità reale, non solo dichiarata.

Uno degli esempi più interessanti è il progetto drive to store:

  • integrazione del catalogo e-commerce con un store locator evoluto
  • visibilità, nella scheda prodotto, di quali negozi hanno disponibilità di quel capo
  • 500 pagine dedicate ai singoli punti vendita (anche multimarca), pensate anche in ottica SEO
  • ogni pagina vetrina viene costruita:
    • usando i dati di scheda prodotto da Magento
    • incrociandoli con il gestionale per sapere quali articoli ciascun negozio ha effettivamente acquistato

Per il cliente finale:

  • meno email tipo “dove posso trovare questo prodotto?”
  • più autonomia e chiarezza su dove acquistare fisicamente il capo desiderato

Per i partner retail:

  • una vetrina digitale dinamica, allineata con le collezioni e il posizionamento del brand

Questo è un esempio concreto di come e-commerce, gestionale e rete fisica possano lavorare insieme.

I risultati: l’online diventa un negozio strategico

La trasformazione non è solo tecnologica: è visibile nei numeri.

Confrontando il 2021 (post tema custom) e il 2025 (dati riferiti a fine 2024), si osserva:

  • Peso dell’e-commerce sul fatturato totale: 4,5%
    • il negozio online diventa a tutti gli effetti uno store di punta per l’azienda.
  • Average Cart Items: 2,1
    • il cliente acquista in media più di 2 capi per ordine, segno di un’esperienza d’acquisto convincente e di assortimento efficace.
  • Utenti medi contemporanei sul sito: 300
    • contro i 115 del periodo on premise: indice di maggiore traffico, ma anche di maggiore “gradimento” e stabilità.
  • Disponibilità del sito vicina a 0,99…
    • un livello di uptime molto elevato per una piattaforma e-commerce complessa.

Il dato forse più significativo:

I risultati attuali sono paragonabili a quelli ottenuti sotto Covid, quando l’online era l’unico canale aperto.

Con una differenza fondamentale:

  • oggi l’offline è tornato forte
  • l’azienda vive una stabilità complessiva
  • l’online è cresciuto come quota e valore, non solo come “palliativo” di emergenza

Dati, KPI e decisioni: come Gaudì governa il canale digitale

A livello di gestione, il team digital lavora con:

  • report settimanali, mensili e trimestrali
  • confronti periodo su periodo e stagione su stagione
  • focus su momenti chiave come il periodo full price (prima dei saldi), che oggi registra crescite del +30% rispetto all’anno precedente

Queste analisi guidano decisioni concrete, per esempio:

  • valutare se il Black Friday convenga davvero (tenendo conto della perdita di marginalità)
  • decidere il livello di scontistica
  • ottimizzare campagne e investimenti media

Adobe BI e strumenti di analisi vengono integrati con l’immancabile Excel, ma sempre con l’obiettivo di legare tecnologia, marketing e risultati economici.

Prossimi passi: marketing automation avanzata e checkout evoluto

Il percorso non è concluso. I prossimi step che Gaudì sta valutando riguardano:

  • una piattaforma di marketing più evoluta, per:
    • monetizzare meglio i dati raccolti dall’e-commerce
    • raffinare segmentazioni, campagne e journey automatizzati
  • evoluzione dell’area checkout e dei sistemi di pagamento:
    • armonizzare metodi di pagamento
    • valutare nuovi provider e soluzioni
    • mantenere alta l’usabilità senza sacrificare la sicurezza

L’obiettivo è chiaro: integrare ancora di più l’e-commerce dentro un ecosistema marketing più ampio, dove il sito non è solo punto di vendita, ma anche sorgente di dati e leva per tutta la strategia digitale.

Cosa possono imparare altri brand fashion da Gaudì

Dal case Gaudì emergono alcune lezioni chiave per chi opera nel fashion e nel retail:

  1. Il contesto aziendale viene prima della tecnologia
    Scelte piattaforma e roadmap digitale devono rispettare struttura distributiva, politica prezzi, ruolo dei partner wholesale.
  2. Magento/Adobe Commerce funziona se viene rispettato
    Evitare di snaturare il core con customizzazioni estreme e costruire invece su funzionalità native (BI, Page Builder, Live Search, prodotti raccomandati).
  3. Il cloud non è solo un “posto dove stare”, ma un abilitatore di crescita
    Scalabilità, gestione dei picchi e stabilità liberano il team digital da notti insonni e down imprevisti.
  4. Il partner tecnologico è parte della strategia, non un semplice fornitore
    Serve qualcuno che sappia dire “no” quando una richiesta è sbagliata e proponga strade migliori.
  5. L’omnicanalità va progettata sul serio
    Drive to store, vetrine locali per i multimarca, allineamento tra cataloghi online e offline: non slogan, ma processi e integrazioni reali.
  6. I risultati arrivano quando prodotto, dati e tecnologia lavorano insieme
    Nessuna piattaforma salva una collezione che non funziona; ma una buona piattaforma permette di valorizzare le collezioni giuste, nel modo giusto, al momento giusto.

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